Dettare al PC e lui scrive: tre strumenti online gratis

Se parliamo di riconoscimento vocale non possiamo non parlare di Siri, Cortana o Google, che negli ultimi anni si sono evoluti tantissimo. Questi strumenti offrono la possibilità di comandare un'operazione da eseguire e, tramite il riconoscimento vocale, farla eseguire direttamente dal dispositivo.
Può venir utile però poter dettare un testo e averlo digitalizzato direttamente su un file di testo. Ecco che ci vengono in aiuto tre strumenti che troviamo direttamente online e completamente in modo gratuito.

Il primo tool si chiama Dictation: è uno strumento molto semplice che funziona tramite Google. Una volta raggiunta la pagina bisogna solamente scegliere la lingua e premere su Start Dictation (accettando eventuali richieste di consenso per l'utilizzo del microfono).
Si inizia così a dettare e, al termine, si clicca su Stop Listening. Infine si clicca su Save per salvare il file in formato testo (txt).

La seconda applicazione è Speech Notes ed è comoda perchè è molto efficiente e completamente in italiano.
Una volta raggiunta la pagina (funziona solo con Chrome) bisogna selezionare la lingua e cliccare sull'icona del microfono (anche in questo caso, accettare eventuali richieste di consenso) ed iniziare a parlare.
Sulla destra troviamo anche i comandi vocali utili per andare a capo o inserire i vari caratteri di punteggiatura.
Tramite la barra di sinistra è possibile, al termine, inviare il testo via email, salvare il file in txt o in doc (per Word) oppure anche stamparlo direttamente.

La terza web app invece si chiama TalkTyper ed utile per prendere piccoli appunti. Attivando infatti il riconoscimento vocale è possibile, seguendo anche le istruzioni in italiano sulla sinistra, dettare al PC e, dopo aver valutato varie versioni di riconoscimento, copiare il testo, stamparlo, inviarlo via mail o postarlo su Twitter.

Come installare i giochi di Windows 7 su Windows 10

Microsoft, già con Windows 8, ha eliminato i giochi "classici" per far spazio alle nuove app dei giochi dello Store di Windows. E' anche vero che alcuni sono stati riportati con una nuova veste grafica, ma comunque non sono proprio identici e non tutti sono presenti.
Tramite Microsoft non è possibile riavere i giochi di Windows 7 su Windows 10, ma con un piccolo programmino che installa tutto automaticamente potremo tornare a giocare con gli stessi giochi.

Il programma è firmato Winaero e si chiama "Windows 7 Games for Windows 8 and 10". Il nome è molto chiaro, e il pacchetto porta tutti i giochi classici originali Microsoft (anche in italiano) di Windows 7 su Windows 10 (e Windows 8).

I giochi presenti sono quindi: Chess Titans (Scacchi), FreeCell, Hearts, Mahjong Titans, Prato fiorito, Purble Place, Solitario e Spider.
Manca "Pinball" ma dopo vedremo come installare anche quest'ultimo.

Win7G4Win810, ovvero il file per installare i giochi classici si trova in questa pagina. Il link corretto per il download è quello posto poco più in alto del bottone per le donazioni (Download Windows 7 games for Windows 10).
Al termine bisogna solo avviare l'eseguibile (contenuto nello zip) ed installare i giochi.

Per quanto riguarda Pinball 3D, il gioco è contenuto in questo file autoestraibile.
Una volta scaricato e avviato parte l'autoestrazione e il gioco viene installato, anche se non effettivamente, perchè è una soluzione portable.
Viene creata lo stesso l'icona sul desktop e il gioco si avvia, se dobbiamo poi disinstallarlo dobbiamo semplicemente cancellare la cartella da dove l'abbiamo estratta inizialmente (proprio perchè è portable).

Liberare memoria Android: cosa fare quando esce "spazio insufficiente sul dispositivo"


Prima di effettuare qualsiasi operazione di manutenzione per alleggerire Android al massimo, facciamo un attimo di chiarezza sui vari tipi di memoria presenti all'interno di uno smartphone.

La memoria interna viene occupata nel seguente modo:
-Sistema operativo
-Applicazioni installate con dati (memoria ROM)
-File temporanei (memoria cache)
-File utente: documenti, musica, foto e video salvati dall'utente

-Memoria esterna (SD): la memoria esterna (scheda SD) può essere utilizzata per spostare le app e liberare spazio nella memoria interna (ROM). Non tutte le app però possono essere spostate e soprattutto non tutti i dati possono essere spostati nella scheda (come ad esempio i dati di WhatsApp). Inoltre anche tutti i file utente possono essere trasferiti nella memoria esterna (e impostati per essere salvati automaticamente nella SD).

-Infine c'è la memoria RAM. La memoria RAM è la memoria utilizzata dalle app attive. All'interno della RAM ci sono anche tutti i processi di sistema, quindi anche con zero applicazioni aperte sarà già per gran parte occupata.

Ora passiamo a qualche trucchetto per liberare la memoria e alleggerire anche la memoria RAM, per migliorare le prestazioni del nostro smartphone:

1. Usare supporti alternativi per salvare file: la prima cosa da fare è munirsi di una buona scheda SD per spostare tutti i file nella memoria esterna. In alternativa è possibile anche utilizzare sistemi di cloud storage per lasciare su un server remoto tutte le foto, la musica e soprattutto i video.
Successivamente impostiamo che qualsiasi app utilizzi come memoria principale quella esterna, così che, ad esempio la fotocamera, salvi automaticamente ogni foto/video nella scheda SD.

2. Spostare app sulla Scheda SD: moltissime app offrono la possibilità di spostare il pacchetto nella memoria SD. Una volta entrati nella gestione delle app è presente il bottone per spostare l'app sulla scheda SD.
In questo modo l'app verrà trasportata nella memoria esterna, liberando quella interna.

3. Disattivare app inutili: il produttore dello smartphone inserisce alcune app di default, già installate al momento dell'acquisto. Queste ultime vengono anche aggiornate e solitamente gli aggiornamenti le rendono più pesanti (perchè quelle preinstallate inizialmente sono molto più leggere).
Se non ci servono possiamo semplicemente disattivarle, disinstallando anche gli aggiornamenti (sempre dal menu di disinstallazione).

4. Svuotare la cache: svuotare la cache è la cosa più semplice e veloce per recuperare molto spazio, occupato da file temporanei. Dal menu delle impostazioni della memoria dello smartphone è presente direttamente la voce "Dati nella cache". Tappandoci sopra ci verrà chiesto se vogliamo eliminare quei dati. Questi sono solo file temporanei, quindi è possibile eliminarli senza alcun problema.

5. Cancellare dati app: altri dati che invece vengono memorizzati sono i dati app, ovvero tutti i salvataggi delle app (non c'è una voce singola ma il contatore è suddiviso per ogni app).
Questi dati possono contenere foto e video (come per WhatsApp) oppure salvataggi (come per i giochi) oppure ancora semplicemente impostazioni dell'app.
Questi dati NON andrebbero MAI cancellati, almeno che non si voglia ripristinare l'app, e ogni cosa salvata con quell'app, allo stato di prima installazione, se però ci sono app per le quali sappiamo che non abbiamo salvato nulla e che non ci sono impostazioni che perderemmo, e i dati occupano molta memoria (in modo inspiegabile), è possibile eliminarli (raccomando, solo se si è certi che non ci siano dati che potremmo perdere).

6. Utilizzare app lite : per evitare che la RAM, soprattutto negli smartphone più vecchi, venga appesantita dalle app e possibile, quando disponibile, installare versioni più leggere delle app. Per fare alcuni esempi, Facebook ha reso disponibile FB Lite, mentre Opera offre Opera Mini.
In alternativa molti servizi offerti dalle app possono essere raggiunti tramite web, in questo modo non si andrà ad occupare la RAM con processi sempre attivi (anche questo è il caso di Facebook) ma si raggiungeranno direttamente tramite un qualsiasi browser, senza installare l'app (anche se più comoda) e senza appesantire la RAM.

7. Usare launcher alternativi: se il launcher predefinito, ovvero l'app che gestisce l'avvio delle applicazioni, è troppo pesante e rende lo smartphone un po' troppo macchinoso, possiamo sempre scaricarne uno alternativo.
Su Google Play scriviamo "launcher" e scegliamone uno che fa al caso nostro. Potrebbe essere necessario provarne anche più di uno, fino a quando non troviamo quello con lo stile di icone oppure la configurazione della schermata principale che più ci piace, ma poi potremmo godere di un eventuale miglioramento delle prestazioni (scegliamo launcher leggeri, e che occupano non troppo), ed anche di una rinfrescata delle icone e della schermata di avvio.

I migliori giochi del momento per dispositivi mobili: Hitman GO, Jetpack Joyride e World Poker Club

Qualunque sia il tuo sistema operativo preferito, iOS o Android, una cosa è certa: il gioco mobile è qui ed intende rimanerci. Gli sviluppatori continuano sempre ad alzare l'asticella e rimane uno dei settori sperimentali più divertenti dell'industria del gioco. Da versioni rivisitate di vecchi giochi per console a bizzarre interpretazioni di golf e partite di poker, ecco qui i giochi migliori del momento.

Hitman GO: molto simile a Tomb Raider Go, l'equivalente Hitman tenta di trasferirne i personaggi alla versione mobile. Naturalmente non tutte le funzioni della versione per console sono impeccabili, e con la "nuova" uscita su PS4 e Xbox alla fine di quest'anno non era nemmeno necessario che lo fossero. Detto ciò, sono state introdotte altre funzioni che hanno riscontrato successo. Sono spariti i travestimenti, gli omicidi furtivi, i gadget e la tortuosità del gioco. Tranquillo, continuerai sempre a impersonare Agent 47, ma, per eliminare le guardie di pattuglia, dovrai completare vari obiettivi sparsi in ciascun livello. Per rendere il gioco un po' più difficile sono state previste delle sfide che, sebbene non compromettano la progressione del gioco, premiano il giocatore durante il suo percorso, come ad esempio completare senza effettuare uccisioni, terminare entro un numero prestabilito di turni o rivendicare obiettivi aggiuntivi.

Jetpack Joyride è un gioco nato 4 anni fa che, al pari di Fruit Ninja (entrambi nati dalla stessa casa), crea dipendenza in modo incredibile e parimenti frustrante. Nel ruolo del venditore Barry Steakfried, l'obiettivo consiste nel giocare con il jetpack rubato e farsi strada in città in un percorso che si rivelerà distruttivo. Grazie alla sua maestria di ladro, il nostro amico ha guadagnato la libertà del movimento in verticale che è senz'altro utile quando dovrà raccogliere l'infinita gamma di monete collocate a mezz'aria mentre tenterà di fuggire dalla tana di un diabolico scienziato. Durante la corsa dovrà evitare cancelli elettrificati, raggi laser e schivare missili ma senza dimenticare di approfittare dei vantaggi dei molti veicoli potenti a sua disposizione e di "The Helicopter Game".

Poker Game: World Poker Club è di gran lunga molto più che una semplice app di poker. Presenta nuove funzioni e un’interfaccia divertente e interattiva. La differenza sta nel fatto che è possibile forzare il gioco non solo con tuo stile di gioco al tavolo, ma anche con i gesti. I giocatori, infatti, possono comunicare con il gioco con dei gesti tipo lo scorrere il dito verso l’alto per il raise o il doppio colpo per il check. Sebbene alcuni giocatori e altri fan online non ne vedano il senso, questa funzione è efficace e riteniamo che aiuti a sentire più vero il gioco. E non resteremmo sorpresi se venisse introdotta anche nel mercato del poker online. Il gioco presenta anche uno strumento per la classificazione delle mani per mostrare la forza delle tue carte, con l’intento di rendere questo gioco anche una buona scuola di apprendimento.

È possibile giocare al Texas Hold’em e all’Omaha e, per aggiungere un po’ di sano divertimento, è possibile collezionare temi nelle diverse stanze che, al completamento, saranno convertiti in moneta per il gioco, il che rende quest'app di poker un vero divertimento. Il poker è in voga da diversi anni: il gioco è in continua crescita e anche i non giocatori amano guardare il famoso World Series of Poker. Attualmente è anche possibile giocare sui social media, ma con i progressivi avanzamenti tecnologici, tutti hanno la possibilità di giocare online con giocatori in carne e ossa e di vincere soldi veri in pochi minuti! Sei curioso e vuoi saperne di più? Grazie a questa guida di PokerSites.com otterrai tutte le informazioni più rilevanti su come cominciare a giocare, quale dispositivo utilizzare e riceverai alcuni consigli utili.

Commodore: il marchio rinasce con uno smartphone per gamers, tutte le caratteristiche e dove comprarlo

Commodore è da sempre un marchio storico, rimasto un po' bloccato come simbolo dei videogiochi "antichi" ma anche di tutti quei videogiochi nati prima degli anni '90, che ruotavano intorno agli 8 bit.
Comunque vada non si può parlare di Commodore senza passare ai videogiochi, perchè ovunque porti la discussione il noto marchio rimane comunque sinonimo di videogames.

Se quindi Commodore avesse vissuto i suoi anni migliori nel ventunesimo secolo, o più che altro diciamo dal 2000 al 2010, farebbe ancora sicuramente parte delle nostre console preferite, ma dato che dal 2010 in poi stanno prendendo piede sempre più i videogiochi sulle console portatili e soprattutto sugli smartphone, Commodore allora farebbe parte di almeno di uno di questi.
Ecco quindi l'idea: unire questi due device e trasformare il marchio Commodore da "semplice" console a smartphone così potente da sembrare una console portatile.

Ed è proprio con questa idea che i due italiani, Massimo Canigiani e Carlo Scattolini, hanno deciso di rilanciare il marchio, dopo averlo registrato nel 2013, dopo anni e anni di passaggi di mano e idee fallimentari continue.
Lo smarphone ha preso il nome di Commodore PET, ispirandosi allo storico computer che aveva preceduto il Commodore 64 e il Commodore Amiga. E a proposito di questi due computer, lo smartphone porta con se (preinstallati) due emulatori per supportare i vecchi giochi utilizzati su quelle due macchine, il primo è il VICE C64 emulator e il secondo è Uae4All2-SDL Amiga emulator, tutto molto semplice grazie al sistema operativo Android 5.

Ma passiamo alle caratteristiche, punto forte di questo smartphone, soprattutto perchè è in grado di supportare non solo vecchi giochi (che sarebbe stato un po' limitato oltre che insensato, a parte per gli amanti del rétro) ma anche videogiochi attuali e futuri che hanno bisogno di hardware molto potente.
Lo smartphone Commodore PET è dual SIM, con connessione 4G, e dispone di:

-Sistema operativo: Android 5.0 Lollipop
-Schermo: 5,5 pollici IPS (Full HD)
-Processore: Mediatek octa-core a 64-bit da 1.7 GHz
-Scheda grafica: AMD Mali T760
-Memoria: 32GB
-Slot di espansione (MicroSD): fino a 64 GB (una MicroSD da 32 GB è inclusa)
-RAM: 3 GB
-Fotocamera: Sony 13 MP (foto da 4096×2304 e filmati da 1920×1080 pixel)
-Fotocamera anteriore: da 8 MP
-Batteria: da 3000 mAh (rimovibile)

Il Commodore PET è in vendita sul sito ufficiale al prezzo lancio di 349€ in due versioni che si differenziano per il colore.

Calibrare la batteria su Android e PC portatili: come risolvere se la batteria segna la percentuale sbagliata

Il problema della batteria "scalibrata" è un problema molto comune sia per le batterie degli smartphone, e tablet, sia per le batterie dei computer portatili, e lo si può subito notare dal fatto che l'indicatore della percentuale della batteria varia in modo smisurato. E il problema è proprio questo, ovvero che il sistema mostra la percentuale di carica della batteria in modo errato da quella reale e manda in confusione sia il sistema di monitoraggio che il sistema di sicurezza salva-batteria, provocando spegnimenti improvvisi oppure sbalzi da una percentuale all'altra, soprattutto durante l'operazione di ricarica.

Esistono due modi differenti per ricalibrare la batteria e quindi ripristinare la giusta lettura della percentuale, così da poter riutilizzare in modo completo (al 100% vero) la carica della batteria, uno per gli smartphone e uno per i computer portatili. Non è detto che questi metodi funzionino con tutte le batterie perchè naturalmente se le batterie sono danneggiate o hanno parecchi anni, o sono state ricaricate molte volte, può darsi che ormai siano da sostituire.
Uno dei pochi consigli da tenere in considerazione è che non ci sono nè applicazioni nè programmi che permettono di effettuare la calibrazione magicamente (a meno che non ci aiutino a velocizzare la procedura indicata nella guida più in basso), questo perchè essenzialmente è necessario scaricare completamente la batteria (fino allo 0%) per riportarla poi alla carica completa (al 100%).

Se abbiamo già letto questa guida per aumentare la durata della batteria del nostro smartphone sapremo benissimo che non bisogna mai far scaricare completamente la batteria, nè caricarla completamente, ma in questo caso è proprio necessario fare questa operazione per ricalibrarla completamente e poi possiamo stare tranquilli perchè la batteria ha un sistema di sicurezza interno che evita la scarica completa reale della batteria (perchè altrimenti non si ricaricherebbe più) mentre al 100% può arrivare benissimo, anche se è meglio non farla arrivare molto spesso.

Ricalibrare la batteria del Notebook (o qualsiasi computer portatile):
1. Scarichiamo la batteria arrivando fino a circa il 40% (o meno) di carica e spegniamo il computer. Ricarichiamolo quindi fino al 100% da spento, fino a quando la spia della batteria non segna carica completata;
2. Accendiamo il portatile e scarichiamolo fino a quando arriva al 25% e poi spegniamolo (perchè a livelli più bassi potrebbe intervenire il sistema salva-batteria, soprattutto se è calibrata male);
3. Accendiamo il computer ma questa volta entrando solamente nel BIOS (molto spesso per entrare nel BIOS bisogna premere molto velocemente, dopo il boot, il tasto F2, ma potrebbe anche essere F10 o Canc, viene comunque segnalato come "Press [...] to enter setup"). A questo punto lasciamolo scaricare fino allo 0% (fino a che si spegne) perchè in questo caso nessun sistema salva-batteria entrerà in azione e la batteria potrà scaricarsi completamente (inoltre il PC si può spegnere improvvisamente senza subire danni);
4. Quando il computer si è spento, attendiamo 10 minuti e proviamo a riaccenderlo. Se si riaccende entriamo immediatamente nel BIOS e torniamo al punto 3, se invece non si accende ricarichiamo la batteria fino al 100% (da spento);
5. A carica completata accendiamolo e lasciamolo collegato ancora per 10 minuti. A questo punto la batteria è stata ricalibrata e possiamo utilizzarlo normalmente senza corrente.

Ricalibrare la batteria dello Smartphone (o tablet):
1. Scarichiamo la batteria arrivando fino a circa il 40% (o meno) di carica e spegniamo lo smartphone (o tablet). Ricarichiamolo quindi fino al 100% da spento, fino a quando il display non segna carica completata (o rimane fisso su una percentuale);
2. Accendiamolo e scarichiamolo completamente fino allo 0% (fino a farlo spegnere da solo);
3. Quando lo smartphone si è spento, attendiamo 10 minuti e proviamo a riaccenderlo. Se si riaccende torniamo al punto 2, se invece non si accende ricarichiamo la batteria fino al 100% (da spento).
Se quando inseriamo il caricabatterie lo smartphone o il tablet si accende da solo spegniamolo immediatamente e teniamo sotto controllo la spia che indica la ricarica completa (le prossime ricariche però, solo quando si accende da solo, facciamole con il dispositivo acceso). Un altro caso potrebbe essere che il display non mostra mai il 100%, e a questo punto, quando la percentuale si è bloccata, possiamo provare a staccare e riattaccare il caricabatterie dopo 5 minuti (così da far ripartire la ricarica, nei migliori dei casi);
4. Ora accendiamo lo smartphone e teniamolo sotto carica ancora per 10 minuti, il tempo di far completare la carica mancante (potrebbe mancare anche solo l'1%) e fino a quando il display non mostra "Carico";
5. A questo punto la batteria è stata ricalibrata e possiamo utilizzare lo smartphone o il tablet normalmente.

Qualche produttore consiglia di tenerlo sotto carica (attaccato alla corrente) per 2 ore in più, al termine della calibrazione, ma il sistema si fermerebbe comunque all'arrivo del 100% quindi non so se può essere importante.
Come applicazioni utili ci sono solo quelle che mostrano la percentuale della batteria, perchè tra le funzioni c'è anche l'indicazione dello stato della batteria e si può vedere se è ancora in buono stato.
Come utility di Windows invece c'è il test della batteria che si può fare direttamente dal prompt dei comandi (CMD come amministratore), con il comando "powercfg -energy". Il resoconto viene salvato in un file denominato energy-report.html, nella cartella \windows\system32. Per aprirlo però bisogna copiare altrove quel file (ad esempio sul desktop) e poi aprirlo con un qualsiasi browser. Per vedere ad esempio se la batteria è ancora in buono stato e mantiene la carica prestabilita si deve osservare il valore della capacità (di fabbrica) e confrontarlo con quello della capacità di una ricarica completa (viene mostrato il valore dell'ultima ricarica completa), il valore in percentuale ci indica invece la capacità reale della batteria (in confronto a quella di fabbrica).
Esiste anche BatteryInfoView, un piccolissimo software gratuito (no-install), che mostra qualche informazione meno dettagliata ma molto riassuntiva e facile da capire.

Ecco anche qualche altro consiglio su quale caricabatterie usare per ricaricare al meglio lo smartphone e il portatile.

N.B. E' importante sapere che la calibrazione della batteria, per evitare danneggiamenti, andrebbe fatta un massimo di una volta al mese, e solo se necessaria, altrimenti una volta ogni 6 mesi è consigliata.
Durante i vari procedimenti potresti danneggiare per un qualsiasi motivo la tua batteria o il tuo dispositivo ma effettui tutto a tuo rischio e pericolo, io non sono responsabile delle operazioni che effettuerai.

Perchè il PC si spegne da solo? 10 possibili cause e soluzioni per evitare che il PC si surriscaldi e si spenga

Quando un computer inizia a spegnersi molte volte da solo, improvvisamente e senza motivo, oppure inizia a rallentare in modo decisamente fastidioso dopo che abbiamo installato qualcosa, è arrivato il momento di scoprire la causa di questi problemi, che in certi casi possono anche danneggiare seriamente il nostro computer.

Un computer portatile è più soggetto a spegnimenti improvvisi, soprattutto a causa del caldo e contemporaneamente a causa del surriscaldamento dei componenti, mentre un computer fisso molto spesso al posto dello spegnimento segnala schermate blu con un inevitabile riavvio automatico.
In entrambi i casi è possibile scoprire quale può essere la causa procedendo con queste possibili soluzioni:

1. Pulire il PC dalla polvere: se il computer inizia a fare rumore ce ne accorgiamo subito, e il rumore arriva dalla ventola, che durante l'operazione di raffreddamento viene "bloccata" dalla polvere, che oltre a ridurre il lavoro della ventola fa surriscaldare molto di più i vari componenti (non facendoli nemmeno raffreddare come si deve).
Dato che questa è la causa principale del problema in questione è buona regola pulire il PC dalla polvere, eliminando almeno i grossi pezzi e soprattutto togliendola dalle parti principali (CPU e scheda video). Se si possiede un notebook ci si può aiutare con YouTube per osservare come poterlo smontare per pulirlo, mentre un fisso si può benissimo aprire e pulire (è meglio pulire anche la zona dove è alloggiato e lasciarlo "respirare").
Se abbiamo già smontato il PC e lo abbiamo pulito, leggiamo anche il punto 3.

2. Usare supporti con ventole/aggiungere ventole: se si spegne, come è stato già detto, è quasi sicuramente l'alta temperatura; e visto che soprattutto la CPU e la scheda video sono messe molte volte sotto sforzo quando giochiamo o visualizziamo file multimediali, possiamo accorgerci se succede per questo motivo se si spegne durante queste operazioni.
La soluzione può arrivare comprando una base con le ventole, che permette di raffreddare di un buon 20-40% in più il computer, a patto comunque che non ci siano 40 gradi e che non sia piena estate, in questo caso bisogna comunque non utilizzare troppi programmi pesanti o effettuare operazioni che hanno bisogno di una potenza eccessiva dei componenti.
Su un PC fisso si può sempre aggiungere qualche ventola interna oppure anche un dissipatore.

2b. Diminuire utilizzo CPU e GPU: se il punto 2 non ha portato a successi, è possibile agire sull'utilizzo del processore e della scheda video internamente e a livello software. Si può molto semplicemente diminuire l'utilizzo massimo del processore agendo sulle "Opzioni risparmio energia", entrando nelle impostazioni avanzate. Nella sezione "Risparmio energia del processore" è possibile impostare un livello massimo, che di norma è al 100%, e si può benissimo ridurre anche al 50-70% (se abbiamo un processore lento impostiamolo al 70% altrimenti rallenta troppo, in caso di una CPU veloce possiamo scendere anche fino al 50%).
Per quanto riguarda la scheda video, se non si visualizzano troppi file multimediali oppure non si utilizzano videogiochi si può anche lasciare ai livelli standard altrimenti bisogna per forza ridurre l'utilizzo anche di quest'ultima. Per farlo occorre installare il software della scheda video (se non lo si ha già installato) e impostarla così su "Prestazioni" a discapito della "Qualità". Nei notebook potrebbe esserci una dicitura simile a "massimizza la durata della batteria" (che anche se lo utilizziamo con la corrente può essere impostato) e in questo caso c'è ancora un minore utilizzo e un minor surriscaldamento della scheda video.

3. Usare la pasta termica: se abbiamo già smontato il computer per pulirlo (punto 1) possiamo anche applicare della pasta termica sul processore e sulla scheda video, così da avere una maggior dispersione di calore e ottenere un raffreddamento pari al 20% in più.

4. Eliminare tutti virus: anche i virus possono sia utilizzare componenti a caso per far surriscaldare soprattutto la CPU oppure creare comunque freeze (congelamenti) improvvisi e dar fastidio al sistema. Con questa guida elimineremo tutti i virus molto facilmente.

5. Togliere programmi che vanno in conflitto: avere programmi dello stesso tipo che svolgono la stessa identica operazione in tempo reale (quindi in funzione contemporaneamente) possono creare non solo rallentamenti ma anche danni hardware per un eccessivo utilizzo. Programmi come antivirus, software di pulizia, sistemi di monitoraggio, o altri, è sufficiente averne solo uno in funzione (ma installati se ne possono avere quanti si vuole) perchè altrimenti vanno in conflitto.

6. Staccare tutte le periferiche: se il problema non è il surriscaldamento può essere che qualche periferica funziona male oppure crea malfunzionamenti hardware. Togliamo quindi qualsiasi dispositivo collegato al PC e, se possiamo, su un computer fisso lasciamo solo il mouse, magari anche uno di scorta, basta che sia diverso da quello che usiamo di solito, mentre su un notebook possiamo benissimo utilizzare il touchpad. Se a questo punto il computer non si spegne più possiamo andare a tentativi e trovare il dispositivo danneggiato (leggere anche il punto 7).

7. Togliere ultimi programmi e driver installati: se tutte le periferiche funzionano (magari le abbiamo testate su altri computer) è possibile anche che ci sia qualche programma o soprattutto qualche driver che non è completamente compatibili oppure è corrotto o non funzionante, o infine anche incompatibile. Disinstalliamo per sicurezza gli ultimi programmi e gli ultimi driver che abbiamo installato e vediamo se il problema si ripropone.

7b. Aggiornare driver: un driver obsoleto può causare problemi e rallentamenti non solo hardware ma anche software. I produttori consigliano di avere installati sempre gli ultimi driver disponibili, ma è anche vero che se un componente non ci crea disturbi non c'è necessità di installare sempre gli ultimi aggiornamenti. Aggiorniamo però almeno i driver dei principali componenti e periferiche che utilizziamo maggiormente, come i driver della scheda video se siamo abituati a giocare, oppure i driver del componente che ci crea disturbi (se la versione più recente crea più danni di quelli che risolve si può tentare di installare una versione meno recente).

8. Utilizzare il PC in modalità provvisoria/Reinstallare Windows: se nessuna di queste soluzioni a portato a conclusioni significative, proviamo ad avviare il computer in modalità provvisoria, per testare almeno che il PC funzioni nella sua forma base del sistema operativo, senza programmi o driver che possono andare in conflitto quindi. A questo punto se funziona tutto possiamo sempre provare a reinstallare il sistema operativo così da provare a usare Windows pulito da qualsiasi software.

9. Notare malfunzionamenti hardware: se si blocca potrebbe esserci qualche problema hardware, che può variare dal semplice cavetto che si è staccato, alla RAM danneggiata o al più comune hard disk che sta perdendo colpi. Per non sostituire pezzi a caso è meglio sfruttare qualche programma dedicato ed effettuare test sui vari componenti.
Da non tralasciare anche la batteria del BIOS, che se è scarica va sostituita per evitare problemi. Ce ne accorgiamo subito se è da cambiare perchè l'orologio ad ogni avvio mostra l'ora sbagliata (e anche le impostazioni del BIOS vengono resettate ad ogni spegnimento).

9b. Problemi all'alimentatore: tra i componenti hardware non dimentichiamoci dell'alimentatore, che potrebbe essere danneggiato. Nel computer fisso bisogna svitarlo dal case e sostituirlo, mentre nei notebook potrebbe essere semplicemente il trasformatore esterno (il cavo che colleghiamo alla corrente) che potrebbe avere qualche parte interna rotta. Anche se solitamente in quest'ultimo caso è sempre la giuntura che collega il trasformatore al cavetto che arriva al PC (il più delle volte è da sostituire l'intero alimentatore perchè raramente si ripara adeguatamente e a lungo termine).

10. Fare una pulizia completa di Windows: il computer se è molto appesantito da file inutili può mostrare rallentamenti e quindi anche in questo caso un eccessivo utilizzo dei componenti con conseguente surriscaldamento. Con questa guida risolveremo i problemi di questo possibile problema.

I passaggi possono essere eseguiti sia in ordine che a seconda del problema che abbiamo riconosciuto leggendo tutti i punti. Al termine è possibile anche seguire la semplice guida per velocizzare Windows al massimo ed averlo ottimizzato per ogni situazione.

Confrontare due Processori, due Schede Video oppure due SSD in modo dettagliato

Se dobbiamo cambiare un componente del nostro PC conviene andare a controllare almeno se il pezzo che andremo a montare è migliore di quello che abbiamo già.

La parte più importante per l'uso quotidiano è sicuramente la CPU, ma se invece utilizziamo il computer per giocare ai videogame non possiamo tralasciare la scheda video. In aggiunta si può anche puntare su un disco fisso di ultima generazione, ovvero un SSD, così da aver il computer veramente molto veloce. Esistono 3 siti che fanno proprio al caso nostro e permettono di confrontare velocemente i vari modelli e marche di processori (CPU), di schede video (GPU) e di unità a stato solido (SSD).

1. CPUBoss: grazie a questo tool è possibile confrontare tra di loro i diversi modelli di processori in commercio, così da poter scegliere il migliore o quello che più fa al caso nostro. La ricerca ci aiuta dandoci i nomi dei modelli interi e una volta effettuata la comparazione si può vedere molto semplicemente qual è il migliore dei due. Oltre ad una valutazione generale ci sono molte altre informazioni, come la data di rilascio, il prezzo, la velocità, i core, e soprattutto si può fare una vero e proprio confronto tra i due modelli vedendo le differenze in una pratica tabella.
I punti fondamentali da osservare sono:
-il punteggio ottenuto nelle performance (un punteggio generale)
-la frequenza massima (più alta è migliore)
-il numero di core e di thread (più sono meglio è)
-il consumo di energia (in genere un più basso consumo permette di scaldare meno);
Se non si dovesse conoscere un altro modello oltre a quello che si possiede, è possibile anche vedere una classifica generale cliccando su "SORT" (nella barra) e vedere anche chi sta al primo posto in quel momento, con anche altre classifiche distribuite per caratteristiche.

2. GPUBoss: identico al sito fratello, mostra le differenze tra due schede video. I test sono stati fatti sia durante l'utilizzo normale del PC sia durante lo svolgimento di un videogioco pesante.
Le cose fondamentali da valutare sono:
-il passmark (una valutazione generale)
-la velocità di clock (più è alta meglio è)
-la quantità di memoria (con più memoria è migliore)
-il tipo di memoria (il DDR più recente è meglio)
-la potenza (solitamente con meno potenza non richiede un alimentatore più potente del normale)
-in generale tutti i valori grafici (con particolare attenzione ai valori di shading e texture);
Anche in questo caso è possibile vedere una classifica delle migliori GPU cliccando sempre su SORT.

3. SSDBoss: come è noto un disco a stato solido (SSD) è migliore di un hard disk, ma con questo terzo sito è possibile confrontare tra di loro i vari modelli. Non è così importante come gli altri due tools, ma è comunque utile per poter scegliere quale modello comprare tra due dischi, e osservare da cima a fondo tutte le caratteristiche del modello scelto.
Dato che non ci sono molte cose da confrontare i valori che possono risultare utili sono:
-la capienza e il prezzo
-la velocità di lettura e scrittura (anche quella di lettura di un video 4K)
-il tempo di avvio di Windows
-il peso e i consumi
-il tempo di vita garantito "MTBF" (il tempo garantito prima di un possibile guasto)
Cliccando su SORT verranno mostrati anche qui i migliori SSD.

Differenza tra 2G, 3G e 4G: il significato di tutti i simboli della connessione dati su Smartphone

Quando andiamo ad abilitare la connessione dati sul nostro smartphone, così da poter navigare su Internet, nella barra delle notifiche, e in modo particolare sull'icona del segnale, compare un simbolo che può variare dal semplice G o E, fino al 3G, H, H+ o 4G.

Questi simboli non sono di certo lì a caso, ma ci indicano la connessione a cui siamo collegati con che velocità massima può andare. Più precisamente per impostazione predefinita la connessione tenta di connettersi con la connessione più veloce possibile, almeno che non sia specificamente indicato nelle impostazioni di collegarsi ad uno standard ben preciso.
Vediamo ora in ordine di velocità, dal più lento e datato al più veloce e di ultima generazione, tutti gli standard a cui uno smartphone può collegarsi (lo smartphone deve però supportare quel tipo di velocità altrimenti si connetterà alla più recente e veloce connessione disponibile):

1. G (GPRS): è una delle prime connessioni nate su mobile ed è anche tra le più lente. E' la tecnologia 2G praticamente, che può essere utile solamente per visionare qualche pagina web e non molto altro.
In questo caso non si superano i 20-40 Kbit/s (2-5 KB/s) in download.

2. E (EDGE): chiamata anche EGPRS, è la tecnologia superiore al GPRS. E' più veloce perchè riesce a sfruttare più canali contemporaneamente ma è comunque molto lenta.
La velocità ha un range di 60-180 Kbit/s (7-20 KB/s).

3. 3G (UMTS): questa connessione segna il passo in avanti dal 2G alla terza generazione di Internet Mobile. Lo scambio di dati sia in download che in upload è molto veloce e molto spesso nelle zone in cui sia arriva al 3G base (ovvero UMTS) se la connessione è stabile si passa automaticamente alla più veloce e successiva H (HSPA).
Con la 3G si arriva ad una velocità massima pari a 700 Kbit/s (90 KB/s).

4. H (HSPA): questa sigla indica che siamo collegati con una connessione HSPA, e in donwload si avrà lo standard HSDPA (High-Speed Downlink Packet Access) mentre in upload si otterrà la HSUPA (High-Speed Uplink Packet Access). Questo standard è l'evoluzione del classico 3G e permette velocità teoriche tra i 7,2 Mbit/s (900 KB/s) e un massimo di 14,4 Mbit/s (1,8 MB/s).

5. H+ (HSPA+): con l'HSPA evoluto si fa un altro piccolo passo in avanti e si anticipa le velocità di quarta generazione, e stando ai test è possibile raggiungere velocità di download tra i 42,2 Mbit/s (5,25 MB/s) e i 56 Mbit/s (7 MB/s).

6. 4G (LTE): questa tecnologia viene presentata con standard futuristici e velocità di download e upload veramente alti. Le velocità teorica in download varia tra i 72 Mbit/s (9 MB/s) e i 150 Mbit/s (18,75 MB/s) mentre in upload può arrivare ai 60 Mbit/s (7,5 MB/s), anche se ancora in moltissime città non è disponibile oppure non si raggiungono le velocità prestabilite.

Fino al 3G le velocità sono abbastanza raggiungibili, mentre quelle successive sono ancora velocità "su carta", ovvero c'è la possibilità di raggiungerle ma le tecnologie attuali e soprattutto la copertura base è ancora ridotta. Mentre le velocità di seconda generazione vengono utilizzate ormai solo per risparmiare batteria, oppure naturalmente nelle zone dove c'è poco segnale.
Per ripercorrere la cronistoria con le generazioni complete e le velocità in sintesi ecco un riassunto:

-1G: telefoni analogici e 14,4 Kbit/s
-2G: telefoni digitali (GSM) e 9-14 Kbit/s (più stabili dell'analogico)
-2,5G: tecnologia GPRS con 20-40 Kbit/s
-2,75G: standard EDGE e 60-180 Kbit/s
-3G: terza generazione (UMTS) con 380-700 Kbit/s
-3,5G: tecnologia HSPA e 7,2-14,4 Mbit/s
-3,75G: tecnologia HSPA evoluto con 42,2-56 Mbit/s
-4G: quarta generazione (LTE) e 72-150 Mbit/s

Differenza tra Hard Disk e SSD: i 5 punti fondamentali da prendere in considerazione

Per iniziare a parlare di differenza tra Hard Disk Drive (HDD) e Solid-State Drive (SSD) dobbiamo iniziare con il parlare delle differenze di materiale con cui sono fatti e soprattutto del funzionamento base di queste due memorie.

Innanzitutto i normali hard disk sono dei piatti di metallo con rivestimento magnetico dove vengono memorizzati i dati da una testina, mentre gli SSD sono fatti dello stesso chip con cui viene costruita la memoria RAM (quindi con una velocità di lettura e scrittura molto più elevati).
Come è noto la memoria RAM allo spegnimento del PC viene completamente svuotata, per essere riempita velocemente con i programmi in funzione ad ogni nuova accensione, gli SSD invece hanno la capacità di mantenere i dati anche dopo lo spegnimento del computer, nonostante siano molto simili alle RAM.
La tecnologia utilizzata è quindi superiore sia ai dischi rigidi tradizionali (gli hard disk) sia alle memorie RAM, ma addirittura alle memorie flash, come ad esempio le chiavette USB, e si può dire che sia la vera è propria evoluzione di quest'ultime.

Ora possiamo vedere le caratteristiche che differenziano l'hard disk dall'SSD, e sostanzialmente andremo a vedere tutti i pro e i contro che possono far spostare la propria scelta da un normale disco fisso ad un SSD (unità a stato solido);

1. Velocità: l'SSD è molto più veloce del normale hard disk, quindi permette di far avviare un computer molto più velocemente, dato che sia la velocità in scrittura che in lettura è più rapida, permettendo così anche prestazioni migliori durante l'utilizzo.

2. Prezzo/GB: l'hard disk costa meno di un SSD di pari dimensioni. Per fare un esempio un HDD da 1 TB costa circa 50 euro, un SSD delle stesse dimensioni può arrivare a costare anche 400/500 euro. Sotto i termini di prezzo/dimensioni non ci si può spingere molto oltre, visto i prezzi troppo elevati, ma su un computer si può sempre acquistare un SSD di basse dimensioni per contenere il sistema operativo e i programmi base, e aggiungere un HDD capiente per tutto il resto.

3. Frammentazione: la frammentazione sugli SSD non esiste, ovvero quest'ultima esiste ma non è rilavante come su un normale hard disk. L'HDD è un piatto magnetico che gira in continuazione e viene letto da una testina. Quando un file è molto grande viene letto tutto in un colpo, se questo file non è frammentato, perchè quando il disco fisso inizia a riempirsi i file di grandi dimensioni possono "frammentarsi" ed essere quindi sparsi per tutto il disco; a questo punto la testina farà più fatica a leggere l'intero file, perchè deve cercare tutti i pezzi per il disco, e quindi sarà più lento (ecco perchè si fa la deframmentazione).
Negli SSD non esiste una testina perchè, proprio come sulle chiavette, i dati vengono memorizzati su dei chip di memoria, i quali vengono raggiunti tutti con la stessa velocità, e quindi la frammentazione non c'è, e di conseguenza non esistono neanche rallentamenti (la deframmentazione non andrebbe proprio fatta per evitare di "usurarlo" prematuramente).

4. Durata: un SSD non ha parti in movimento ed è più difficile che si rompa, mentre l'HDD essendo un piatto sempre in movimento ha più possibilità di rompersi. E' anche vero che se l'hard disk lo si tiene "fermo" durante l'utilizzo o non gli si fa prendere grossi scossoni i rischi vengono limitati; nei computer fissi i rischi diminuiscono ancora di più, mentre sui portatili è un po' più probabile, perchè molte volte li spostiamo anche mentre sono in funzione, aumentando i rischi di danneggiamento dell'HDD (anche se la vita media di un hard disk è superiore alle 100.000 ore, in funzione, prima che qualche parte si danneggi).
Gli SSD hanno però anche loro un punto a sfavore: quando andiamo a scrivere in uno spazio per la prima volta la velocità sarà massima, quando però eliminiamo un file quest'ultimo non viene eliminato completamente ma viene solo segnalato come spazio riutilizzabile (come sugli hard disk oppure sulle chiavette USB). Solo che su questo tipo di disco la sovrascrittura è molto più lenta, e a questo punto dopo un po' di volte il disco a stato solido inizia a "degradarsi"; la tecnologia TRIM però ha in parte risolto questo problema, perchè se attivata, dove possibile, permette di eliminare definitivamente il file cancellato, rendendo così completamente vuoto lo spazio da riutilizzare.
C'era anche un dato che qualche tempo fa, e anche tutt'ora, non è così chiaro: gli SSD hanno un numero limitato di scritture prima che poi smettano di funzionare, ma a quanto ammonta? Recenti test hanno dimostrato che riescono benissimo a superare l'un PB (1 Petabyte = 1000 Terabyte, che equivalgono a 1 milione di Gigabytes scritti), quindi non c'e da preoccuparsi, anche se è meglio non utilizzare queste unità come backup e effettuare operazioni di scrittura il meno possibile (per farli durare di più).

5. Dimensioni fisiche/Rumore: dato che sugli SSD non sono presenti parti meccaniche è possibile ridurre molto di più le dimensioni e sempre per lo stesso motivo l'hard disk può fare comunque un minimo di rumore, invece gli SSD sono silenziosi al massimo.

L'SSD è uguale all'hard disk in termini di compatibilità, e in generale l'SSD è migliore di un normale HDD. Il disco a stato solido è più veloce, più piccolo e silenzioso, e ha meno rischi di danneggiarsi e soprattutto rimane veloce nel tempo visto che non ha problemi di frammentazione (con TRIM attivato però). L'unica cosa scomoda è il prezzo, ancora troppo alto per poter sostituire completamente gli hard disk.
Si può comunque sfruttare questa nuova tecnologia comprandone uno di dimensioni ridotte e installando solo il sistema operativo e i programmi principali, ed eventualmente qualche file, così da non doverlo più toccare e quindi in un certo senso non avrà nemmeno bisogno di manutenzione; e utilizzare comunque un hard disk normale come secondario, da usare per tutto il resto, dato che costa poco possiamo permettercene uno di grandi dimensioni per tutti i file che abbiamo.
In questo modo potremo notare comunque l'incredibile velocità dei nuovi SSD senza spendere troppo.

Come sapere se un numero è Vodafone, Wind, Tim o Tre: scoprire l'operatore telefonico di un cellulare

Conoscere a quale operatore appartiene un numero di cellulare è molto utile per riuscire a sfruttare le offerte a consumo che abbiamo stabilito con il nostro contratto. Fino a pochi anni fa si poteva capire facilmente a chi appartenesse un numero di cellulare perchè i vari prefissi erano legati all'operatore, ora invece l'intero numero viene "venduto" all'utente e quindi essendo noi i proprietari possiamo spostarci da un operatore all'altro mantenendo lo stesso numero.

In linea generale queste erano le regole:
Vodafone: tutti quelli che iniziano con 34 (es. 340, 342, 343, 345, 346);
Wind: tutti quelli che iniziano con 32 e 38 (es. 320, 323, 328, 380, 383);
Tim: tutti quelli che iniziano con 33 e 36 (es. 331, 333, 334, 363, 366);
Tre: tutti quelli che iniziano con 39 (es. 390, 391, 392, 393);

Dato che ora può anche non essere così, visto che l'utente può cambiare operatore rimanendo con lo stesso numero, esiste un pratico trucchetto per sapere a che operatore appartiene una qualsiasi SIM. L'operazione da fare è molto semplice: bisogna chiamare quel determinato numero di cellulare mettendo all'inizio 456 (senza +39, il prefisso internazionale). Questo metodo funziona solo se si chiama dall'Italia e una volta partita la chiamata una voce ci informerà a quale operatore è associato quel numero di cellulare.
Per fare un esempio pratico, per sapere a quale operatore appartiene il numero +393331234567 dobbiamo chiamare il 4563331234567. Appena la voce ci da le informazioni dobbiamo riagganciare immediatamente, altrimenti partirà la normale chiamata e il telefono che stiamo chiamando inizierà a squillare.

Questo metodo funziona con qualsiasi operatore italiano, anche quelli non citati come PosteMobile o altri. L'unico che non funziona in uscita è Vodafone, ovvero se chiamiamo il 456 con una SIM Vodafone ci verrà indicato solo se quel numero è Vodafone o NON è Vodafone, nient'altro. Per sapere l'operatore esatto bisogna chiamare o mandare un SMS al 4563 (nel testo bisogna inserire il numero che vogliamo scoprire).

Windows 10 vs Windows 8.1 e 7: i primi test di velocità messi a confronto, ecco le prestazioni ottenute

Dopo mesi e mesi di messa a punto e di test con varie versioni beta, Windows 10 è disponibile al download gratuito. Ecco allora arrivare anche qualche test di velocità con tutti i relativi risultati. I test sono stati effettuati sullo stesso computer naturalmente, e quest'ultimo era un PC di livello medio-alto, anche se i tre sistemi in questione sono compatibili anche con PC un po' datati.

Il PC in questione presenta le seguenti caratteristiche:
-Processore: Intel Core i5-4670K (3.4GHz - 3.8GHz)
-RAM: 8GB DDR3-2400
-Scheda Video: Nvidia GeForce GTX 980
-Disco Fisso: 1TB Crucial MX200
-Sistemi Testati: Windows 7, Windows 8.1, Windows 10 Pro

Ecco i risultati dei test effettuati per l'avvio di Windows:
-Windows 10: 6 secondi
-Windows 8.1: 4 secondi
-Windows 7: 5 secondi

Questi sono quelli relativi al risveglio dopo lo stand-by (sospensione):
-Windows 10: 10 secondi
-Windows 8.1: 12 secondi
-Windows 7: 17 secondi

E per finire ci sono anche quelli dal risveglio dopo averlo ibernato:
-Windows 10: 21 secondi
-Windows 8.1: 23 secondi
-Windows 7: 27 secondi

Altri test significativi sono quelli relativi alle performance con la scheda video, dove Windows 8.1 ottiene i risultati migliori con un leggero ma significativo distacco da entrambi i rivali, e anche con l'utilizzo dei prodotti Office e stranamente con il browser Chrome dove Windows 7 vince, di poco, contro i suoi successori.
In quasi tutto il resto Windows 10 sembra essere migliore, inoltre Edge (in esclusiva solo su Windows 10) risulta essere finalmente comparabile agli altri browser di punta, con un netto distacco in velocità dal suo lentissimo predecessore Internet Explorer (che ha ottenuto una valutazione peggiore pari quasi al doppio del tempo).

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